Momenti di pausa

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Non scrivo con costanza su questo blog. Una volta pensavo che questo non fosse giusto. Ora ho capito che invece è così che deve essere. C’è sempre un picco di lavoro e poi un fermo. L’ apice dell’ attività e poi la calma piatta. Il flusso e il reflusso. L’oscillazione e la pausa. Il rumore e il silenzio.

Chi vuole solo rumore, solo attività, solo frenesia, solo felicità, solo allegria, solo densità, poi si deprime, si incattivisce, si ammala quando ottiene il contrario, ma non esiste una strada tutta in discesa, non si può impedire alla notte di terminare una giornata intensa. E’ così. Sono le regole del gioco.

Bisogna sempre rimanere in equilibrio tra gli opposti. Attendere che sia il momento giusto e coglierlo. Apprezzare la stasi quando questa si manifesta.

Ho notato che appena termina il tempo di scrivere, comincio a prendermela con qualcuno per qualcosa o a trovare delle mancanze. E non esistendo colpa, questo fatto indica solo che è arrivato per me il tempo di tacere.

 

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