Oh…e che c’avessi azzeccato qualcosa!?!

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…o che i tempi siano finalmente maturi? Chi lo sa…

Stiamo a vedere cosa porta il vento…

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Non ne azzecco una…

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…per cui questo blog può considerarsi solo come un semplice esercizio di scrittura fantascientifica…

No, davvero, ci riflettevo in questi giorni, non “ne azzecco una”, ma non lo dico depressa, no, anzi, sono “estasiata”: è come essere il protagonista sfigato di un cartone animato che per metà tempo sembra che non ne pigli una e anzi sia anche un po’ pericoloso per la comunità in cui vive e poi diventa l’eroe principale. Beh io sto aspettando la seconda parte del film! 

Sono il classico tipo che interpreta sempre al contrario, ha una visione distorta, un pensiero chiamiamolo “laterale” e si spiaccica sopra al vetro della cruda realtà come una falena sul faro di un automobile. Non vedo la realtà, ho degli occhiali color “purple” che mi fanno vedere tutto diverso. Così come al liceo ho portato italiano e matematica solamente perché erano materie che mi piacevano, non considerando che il professore di matematica faceva di tutto per farmi desistere a farlo e soprattutto era membro della commissione d’esame…, così come ho proposto progetti per la conciliazione lavoro-famiglia in un Cantone con il 60% di donne casalinghe, o tutte le volte che ho proposto una grafica che a me sembrava “cool” e non riscuoteva il minimo successo presso il cliente, o al contrario quando ne ho proposta una pessima che per gli altri era “cool”, oppure quando ho parlato di programmi di informatica e condivisione delle informazioni in un paese che conta 1000 anime quasi tutte dedite al bricolage e alla vendita di dolciumi pro-bono.

Comunque, colgo l’occasione per comunicare qui il vero motivo per cui non sto spingendo più “Purple Point”. La realtà è che sono rosa da un dubbio che me lo ha reso meno “ideale”. Purtroppo, e lo avevo già notato dal mio viaggio a Brigthon per vedere il risultato effettivo di uno spazio simile e già ben attrezzato (Officreche) penso che sia un ambiente di lavoro validissimo che potrebbe essere usato in modo improprio. Questa opinione viene da una che ha fatto un figlio a 35 anni, che lo voleva con tutto il suo cuore e che voleva goderselo senza dover rinunciare a quello che aveva costruito in quei 35 anni di studio e lavoro. Ma come ho detto prima, questa è la mia visione. Se non si ha questa visione, Purple Point non ha senso di esistere perché se solo lo si pensa come spazio di stoccaggio dei bambini come purtroppo mi è capitato di captare dalle opinioni che ho raccolto, allora no, preferisco abortire l’idea. Forse i tempi non sono maturi per questo tipo di ambienti, forse non arriveranno mai i tempi adatti a questa filosofia di vita. Forse come al solito, ho addosso i miei occhiali “purple” e non vedo la realtà. Comunque, ne parlo, perché il cambiamento è vita e la mentalità va cambiata piano piano, con interventi di gente che non ne azzecca una, proprio come me.